SANREMO 2022 COME RISIKO: TUTTA QUESTIONE DI STRATEGIA

Di Sanremo ho ascoltato solo le canzoni (ciò che conta, no?). Ho seguito l'evento dai Media per il minimo indispensabile e mi viene spontaneo, per la mia formazione ed esperienza, analizzare il podio: abbiamo tre "prodotti" diversi per tre target diversi di età. E purtroppo, data la conoscenza della materia, era abbastanza prevedibile. Morandi ha "sdubbiato" tutti...che ci fa Morandi tra i primi 3?

Oltre al fatto che il brano è stato scritto da Jovanotti e quindi non doveva passare inosservato, un Senior sul podio è servito per rendere più avvincente la narrativa di Sanremo...tre artisti molto diversi che hanno potuto raggiungere tutte le fasce di età. Non sono queste certo le uniche motivazioni, sta di fatto però che non c'è alcuna poesia ed imprevedibilità a certi livelli. È comunque bello far finta di non crederci, come quando sei grandicello e sai che Babbo Natale non esiste ma fingi ancora che ci sia.

Ps: aggiungo che come previsto, quest'anno il vincitore è Universal.

Il 2021 invece è stato l'anno di Sony. Quale sia il reale confine tra le varie major non è semplice da capire. Esistono cantanti che hanno contratti con diverse major in termini di Publishing e Roster. Un artista può essere in edizione con Sony Publishing, ma appartenere per altri aspetti ad altre etichette, anche minori.

Mahmood ritornerà all'Eurovision grazie al quale ha spopolato su Spotify con Soldi.

E' già conosciuto dal pubblico mondiale che seguirà quella kermesse, lo riconoscerà e riconfermerà come artista indubbiamente originale e talentuoso.

Arriverà su quel palco con una giovane promessa e quindi in una nuova veste.

Ma come, ancora lui? Sì, ma sarà con Blanco, astro nascente che senza un cantante del calibro di Mahmood accanto sarebbe troppo debole all'Eurovision. Mahmood ormai è talmente consolidato che non ha bisogno di Sanremo per posizionarsi, è più un "ambasciatore" che supervisiona gli interpreti in gara per cui ha scritto (ad esempio Noemi, che appartiene da sempre a Sony).

Sanremo ed Eurovision sono gli scaffali più belli del Supermercato della Music Industry nostrana. Elisa purtroppo, nonostante la sua immensità artistica è già fuori target per l'Eurovision: è indiscutibilmente meravigliosa ma troppo intimista per le classifiche pop usa e getta di Spotify, e comunque ha 45 anni. Quel mondo funziona così, non ci sono grosse anomalie: è crudele, infame, programmato, ripetitivo come un algoritmo, e non si smuove di una virgola, tranne che in rarissime eccezioni. Elisa aveva bisogno di Sanremo, poichè nonostante la sua grandezza, il mercato è senz'anima e fa presto a spegnere i riflettori, chiunque tu sia. Ha avuto bisogno di fare la coach ad Amici, per riposizionarsi nel mercato dei giovanissimi. Mi fece impressione il temporaneo cambio look del periodo, che strideva un po' con la personalità che aveva sempre mostrato Elisa, sempre poco incline alle mode e all'esteriorità. Un'artista di tale calibro non dovrebbe aver bisogno di fare certe scelte, ma i tempi cambiano ed essere camaleonti o arabe fenici ripaga sempre...certe esperienze, apparentemente discutibili, possono comunque portare a nuovi percorsi e inaspettati traguardi. Vedremo se Sanremo 2023 sarà di Sony. Io ci scommetterei un milione di Euro.


67 visualizzazioni1 commento